MILAN, LEONARDO APPOGGIA MOURINHO SULLE DEBOLEZZE DEI GIOVANI CALCIATORI; E SUL CAMPIONATO SINDACA: “DOBBIAMO ESSERE CONTINUI”

Inter e Milan si accorgono di avere un punto di contatto, punti di vista convergenti su un argomento attuale ed incalzante. In particolare, sono stati i tecnici dei due club a creare questa unanimità di pensiero e fare cerchio attorno ad una problematica che sempre più, attanaglia il settore giovanile di diverse squadre, sopratutto quelle più blasonate e in auge.

Lo Special One dichiarò all’ indomani della schiacciante affermazione nerazzurra a Genova che si, Mario Balotelli aveva impressionato, dando bello sfoggio delle sue indiscusse capacità ma non esitò a bacchettare il giovane attaccante per il suo atteggiamento lascivo e superficiale condotto la settimana successiva dedicata agli allenamenti: “Mario ha disputato una partita eccezionale a Genova, assolutamente eccezionale ma questa settimana ha lavorato in modo pessimo”. Il Mou parlò di vero e proprio problema generazionale e grave gap rispetto alla visione del calcio e della vita dei giocatori del decennio passato: “Un ragazzo di 20 anni con genitori equilibrati che non pensano ai soldi, che ha un procuratore che da la massima tranquillità agli assistiti, che ha voglia di guidare un’ auto piccolina e non una Ferrari o una Bentley, nè una macchina di un giocatore che guadagna 5 milioni all’ anno, questa è l’ eccezione e il miracolo” - che Mourinho sostiene- “se la si trova, bisogna trattarla come un miracolo. I giovani giocatori di oggi si preoccupano maggiormente di questi aspetti più che del lavoro pratico; ho pensato allora si tratti di un problema generazionale ed è difficile trovare un ragazzo di 19-20 anni che pensi già come un uomo”. La chiara analisi di Mourinho non lascia ombre di dubbio sul suo pensiero che è stato prontamente appoggiato anche dal tecnico rossonero, Leonardo: Questa generazione va verso quello che vuole Mourinho” e porta due esempi antitetici, quello di Adriano che ha letteralmente gettato alle ortiche la sua carriera e quello di Ronaldinho: “Oggi Adriano gioca nel Flamengo e ha 27 anni, poteva essere nella squadra più importante del mondo; Ronaldinho è il primo a sapere che se non si comporta in un certo modo non è più Ronaldinho. Lo sa lui e lo sanno tutti”. Sul prossimo impegno di campionato dei rossoneri, Leonardo invita alla calma, a non sottovalutare il Chievo e tenere i piedi per terra, non facendosi trasportare da facili e dannosi entusiasmi dopo la corroborante vittoria al Bernabeu di Madrid: “La classifica è molto corta, basta un risultato positivo o negativo e la tua posizione cambia. La continuità è fondamentale: se la troveremo potremo essere di nuovo in una posizione privilegiata. E’ un campionato molto livellato, più degli altri anni. Le partite contro Roma e Real ci hanno dato grandi soddisfazioni, ma nel calcio quelle che a volte sono certezze possono diventare dubbi: dobbiamo cercare nuovi punti fermi per ottenere altri risultati. Quella di domani contro il Chievo sarà una partita importante per noi stessi come è successo contro il Bologna dopo la gara contro il Marsiglia. Poi ogni partita è a sè: vedo la squadra entusiasta e questo è un buon punto di partenza per fare bene”.

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